Il Mercato

Mercato Ittico Comunale

Relazione storica

A partire dalla prima metà del 1900 sulla riva del comune di Giulianova, ebbero inizio lavori per la realizzazione di opere di difesa della spiaggia dalle corrosioni. A cura dello Stato il 1916 fu realizzato un pennello a scogliera (l'attuale molo sud), della lunghezza di 180 m, in posizione pressoché normale alla spiaggia. In seguito Furono autorizzate opere per il prolungamento di tale pennello (1919-1920), di circa 200 m. Da studi successivi alla realizzazione del pennello si apprese che il fenomeno di erosione della spiaggia non si era arrestato, o meglio, la battigia restava la stessa degli studi del 1913 mentre vi era stato un aumento della corrosione della spiaggia a nord dell'opera di difesa. Si presentò quindi la necessità di costruire un nuovo pennello a nord, come in effetti avvenne nel periodo 1922-1924, a circa 550 m di distanza da quello sud, per una lunghezza di circa 170 m. Tali opere permisero di ottenere un approdo artificiale all'interno dei due pennelli a scogliera al fine di realizzarvi una struttura portuale. Nel 1927 il Provveditorato delle Opere Pubbliche predispose un piano regolatore di massima con la previsione di realizzare nuove sistemazioni dei moli esistenti per permettere l’attracco dei natanti. Furono realizzati piccoli lotti e nel 1934 fu realizzato un nuovo prolungamento del molo nord, piegando verso scirocco la porzione in ampliamento, ottenendo un bocca di porto di circa 180 m, per l'urgenza di avere al più presto un approdo per i natanti, al sicuro dalle mareggiate. Tali opere portarono a fenomeni di insabbiamento dei fondali con la necessità di periodiche opere di dragaggio, pero, pur con tutti i limiti il porto era ormai una realtà e poteva essere usato dalla flottiglia peschereccia giuliese. La possibilità di poter attraccare diede un impulso notevole all'attività peschereccia, facendo registrare un balzo in avanti dai 700 quintali circa degli anni fino al 1936 ai circa 5000 quintali del 1937, anno in cui, tra l’altro si diffuse la motorizzazione. Fino ad allora la vendita all'ingrosso veniva effettuata al centro del paese, ma tale incremento del pescato portò allo spostamento dello stesso nell'area portuale, con la necessità di avere una struttura idonea alla commercializzazione. A partire dal luglio 1938, fu realizzato L'imponente complesso del Mercato del pesce all'ingrosso, tra i due moli del porto, sull’allora lungomare Guglielmo Marconi (oggi Lungomare Spalato). L'edificio fu progettato nel 1935 dagli ingegneri Ernesto Pelagalli e Giuseppe lannetti e da quest'ultimo modificato il 2 giugno 1937. La nuova struttura. progettata secondo i dettami prevalenti in quel periodo, è entrata in funzione nel gennaio del 1939 ed ampliata secondo un nuovo progetto dell'Ing. lannetti già nel maggio dello stesso anno. La sua configurazione definitiva si articolava in 20 magazzini per la spedizione del pesce, ciascuno dotato di due vasche per il lavaggio e di relativo frigorifero, di due tettoie principali per lo smistamento dei prodotti ittici nelle ore d'asta e di altre 2 per gli acquirenti spedizionieri che vi confezionano l'esportazione, oltre che ad altri locali destinati ad uffici, direzione del mercato, sezione astatori ed uffici pesatori, allo sportello del Banco di Napoli che vi gestiva il servizio interno di cassa. La scelta del direttore della nuova struttura fu riuscitissima: il giovane ragioniere Ettore Romano che profuse grande zelo e dinamismo in una attività che non si limitò alla sola gestione ma seppe anche individuare forme efficaci di promozione. Nel primo anno di funzionamento del mercato fu astato una quantità di pescato di 13.662, 79 quintali per un volume di affari di oltre 3 milioni. Anche la flottiglia si potenziò notevolmente nel giro di pochi mesi, tanto che alla fine di maggio erano trenta i pescherecci che facevano capo al porto di Giulianova , a cui si aggiunsero altri quattro nel successivo mese di luglio. Nel mese di luglio fu approvato il regolamento del mercato all'ingrosso del pesce, dove tra l'altro veniva fissata l'entità dei diritti che si applicavano sul prezzo di vendita (diritto di cassa a favore del Baco di Napoli e il diritto di mercato a favore dell'ente gestore, il comune). Durante il periodo bellico l'area portuale, il mercato e le sue attrezzature furono danneggiati. Nel 1947 si è provveduto alla ricostruzione dell'attrezzatura del mercato a spese del comune mentre la ricostruzione dell'edificio, trattandosi di danni bellici, avvenne a spese dello Stato.

Lavori Del 1970

Nel 1970 viene approvato un progetto per la sistemazione ed ammodernamento con asta automatica del mercato. a firma dell'Ing. Gudens Scaramazza.

Nel 1973 viene approvata una variante in corso d'opera ai lavori precedenti, per la realizzazione di una tettoia in cemento armato sul prospetto est e piccole modifiche rispetto alle previsione del precedente progetto. Come si evince dagli elaborati di progetto, con queste opere l'assetto originario del fabbricato viene stravolto, in quanto il corpo direzionale viene inglobato nella nuova struttura, con copertura a padiglione, perdendosi lo skyline del prospetto est con tortino del blocco d’ingresso. A cura dell'ufficio tecnico comunale vi è una raccolta di foto del 1974, che mostra lo stato di realizzazione dei lavori.

Ultimi decenni

Dopo gli importanti lavori del 1970-1976 la struttura del mercato è stata oggetto di altri lavori di ammodernamento riguardanti principalmente l'innovazione dei sistemi di asta elettronica, l'impiantistica ed opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il sistema di asta elettronica in uso fino al 2005

Sistema asta elettronica

Il sistema di asta elettronica in uso fino al 2014

Sistema asta elettronica

Il nuovo sistema di asta elettronica e telematica in uso da Settembre 2014

Sistema asta elettronica e telematica e-FishVideo proiettori di asta

Etichetta tracciabilità alimentare

 

 

Aggiornato il 26/09/2014 alle 17:05
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